POVERARTE

POVERARTE FESTIVAL

Il Poverarte nasce per mettere insieme un dialogo a più voci, nella convinzione che quando l'unico argomento sia l'arte in sé, nel rispetto della necessità di comunicazione di ogni artista, tutte le arti possano convivere l'una a fianco l'altra. Le sezioni del festival sono:

 

•musica;

•cinema;

•teatro e arti performative;

•arti visive;

•poesia.

 

Poverarte Teatro 2017

 

La sezione teatrale del Festival si svolgerà dal 5 al 7 aprile compresi. Scambio e Condivisione sono le parole chiave di questa edizione di Poverarte – Teatro. Per questa categoria non ci saranno premi né classifiche. Lo scopo è quello di valorizzare la poetica di ogni gruppo partecipante e offrire l’occasione per metterla in condivisione con altri artisti, arricchendosi vicendevolmente. L’augurio è quello di creare una comunità artistica che affondi le sue radici nei giorni del festival e possa poi continuare a crescere e diramarsi nel tempo attraverso nuove e prolifere collaborazioni.

A cura di Teatro Ebasko e Teatro dei Servi Disobbedienti.

2BEE di Kirillov-Fosca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“L’ape regina è madre unica del suo popolo e possiede gli attributi dei due sessi.” (Maurice Maeterlinck)

L’alveare si comporta come un unico organismo, un solo corpo formato da molti; come un corpo, buio al suo interno ma governato dalla luce nei suoi meccanismi. Lo sciame che lo popola è formato da individui, che si ordinano in una società matricentrica altamente strutturata. La danza delle api è il processo da queste usato per scambiarsi informazioni relative all’ambiente con un codice simbolico. Corpi informati che si muovono nello spazio secondo schemi d’onda. Il danzatore come fronte d’onda. Qual è il confine tra movimento e comunicazione, tra apprendimento di uno schema d’azione e codificazione di un linguaggio? 2BEE è un’indagine sulla percezione del movimento.

ideazione e coreografia: Mosè Risaliti

danza: Sara Campinoti, Lucrezia Palandri

scena: Eva Sgrò

suono: Tommaso Fattori, Moallaseconda

luci: Marco Santambrogio

 

 

IN RELIGIOSO SILENZIO di La Ribalta Teatro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Religioso Silenzio racconta la storia di Tito e Dodo, due disoccupati cronici del nostro tempo. Con il termine cronico, ci riferiamo a quello stato che coglie l’individuo quando pensa di non poter mutare niente di se stesso e del mondo che lo circonda…un male che affligge il nostro tempo e la nostra generazione. Costoro, su commissione di una confraternita segreta, si ritrovano a dover trafugare il cadavere più importante della Storia: Gesù Cristo. Un lavoro sporco ma ben retribuito, che i nostri protagonisti, con le dovute ansie, speranze e paure, si apprestano a svolgere. Ma nel momento di aprire il sepolcro, lo scoprono essere vuoto. Da qui si sviluppa il dramma di Tito e Dodo: cosa fare? Fuggire? Impiccarsi? Trafugare un altro corpo? Potrà mai la cifra di denaro promessagli, cambiare le loro vite? Tutto lo spettacolo si svolge in mancanza dell’elemento centrale: il corpo di Cristo, grande assente in tutta la pièce. Presenti invece i due poveri protagonisti, con le loro anime sudicie e innocenti come bambini: indifesi e malviventi per forza, tessitori di tranelli da quattro soldi, vittime di un inganno di cui sono la bassa manovalanza. Il denaro e la resurrezione, due elementi apparentemente distanti, sono invece legati tra loro a doppio filo. Nella vicenda nessuno crede alla resurrezione di Cristo: né i suoi seguaci né i nostri antieroi, gli unici tuttavia che potrebbero esserne i diretto testimoni. Nessuno crede nella resurrezione, ma tutti credono nel denaro, l’unico idolo che raccoglie la fedeltà di tutti. Tito e Dodo non sono però gli unici personaggi dello spettacolo. Le rocambolesche e tragicomiche avventure dei due, sono cantate da altri due figuri, che in scena, vestono i panni dei due disoccupati. La meta teatralità permette così di mettere a fuoco la natura ludica del teatro, che attraverso un giocoso patto tra attori e spettatori sul senso di realtà e finzione, dà vita al rito collettivo.

 

 

 

ANTIGONE – MONOLOGO PER DONNA SOLA di Anomalia Teatro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È comoda la tragedia greca, riposante.

Il pubblico può entrare, prendere posto e guardare lo spettacolo senza quei fastidiosi dubbi su un ipotetico lieto fine.

La tragedia è un organismo ben oliato: parte da un nulla, da una piccola pala giocattolo abbandonata in un angolo, da una passeggiata all’alba con gli occhi ancora cisposi di sonno, da un moto di onore che ti riscopri piantato in pancia, al posto della fame. E già dall’inizio sappiamo dove ci sta conducendo per mano.

Dunque non resta che trotterellarle vicino, provare magari a raccontarle qualche barzelletta, e godersi la passeggiata.

Di e con Debora Benincasa

Regia Amedeo Anfuso

 

 

LOVE DATE – NOT A LOVE STORY di Officine Gorilla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ispirato all’Amore Liquido di Zygmunt Bauman, Love Date è uno spettacolo teatrale che affronta le dinamiche amorose riflettendo sulla fragilità dei rapporti. Vengono raccontati gli appuntamenti di tre personaggi che si sono conosciuti su un sito di incontri. Nonostante i presupposti, i segni zodiacali compatibili e la volontà di trasformare le lunghe chiacchierate virtuali in storie d’amore più o meno durature, Monica, Thomas e Serena, si ritrovano ad affrontare le difficoltà dei rapporti interpersonali. I tre protagonisti si ritrovano in una commedia amara che mette in scena le paure della vita amorosa, come il rimanere soli o l’essere traditi. Proprio queste paure li costringono a combattere per capire se vale ancora la pena di innamorarsi, disinnamorarsi o rinnamorarsi.

Uno spettacolo di Officine Gorilla

Drammaturgia e Regia di Luca Zilovich

Con Michele Puleio, Martina Tinnirello e Giulia Trivero.

 

 

 

 

Poverarte Teatro 2016

La sezione teatrale del festival è a cura di Teatro Ebasko, che si è occupato della selezione degli spettacoli in concorso e della premiazione dei vincitori. Le serate teatrali si sono svolte dal 14 al 18 marzo 2016 a Bologna, presso il Costarena.

Premio Poverarte: Maria Assunta Locarmine, scritto e interpretato da Paola Francesca Iozzi, musiche dal vivo di: Savino Ventura.

 

•Maria Assunta Locarmine ha 38 anni, è di Fontanarosa in Provincia di Avellino , ha due figli, fa la casalinga e vorrebbe tanto partecipare al programma di RAI UNO "Affari Tuoi". Ha qualche sogno da realizzare ma deve stare allerta perché nei campi Irpini si aggira uno strano lupo a sei zampe affamato di petrolio.

"Affari tuoi"... sì, ma rivolti alla terra, all'acqua, all'aria e alla cura di questi elementi che hanno l'ampio respiro dell'orbita terrestre, del movimento del cosmo e, quindi, di noi stessi.

Maria Assunta Locarmine è una narrazione teatrale che parla di ecologia, di impegno personale e di cambiamenti (parla anche di Cappuccetto Rosso ma con un finale un po' diverso). E' stata pensata per parlare alle piazze, ai bambini, ai distratti, a chi si annoia con i discorsi seri, a chi non ha tempo per la "politica" e per questo contempla il rischio di divertirsi!

Affinché l'inutile arte del teatro possa avere l'inconveniente di un ascolto leggero e profondo, di passare contenuti che hanno a che fare con la vita e le scelte di ognuno di noi.

 

 

 

 

Premio della critica: Ferdydurki, di Tatiana Malinowska - Tyszkiewicz - Teatr Krzywa Scena.

 

 

•Józio è un trentenne che una mattina si sveglia nel passato. Gli tocca tornare a scuola. Là, in un clima tra il manicomio e incubo i professori si svenano per convincere gli alunni che bisogna amare la poesia, fare i bravi e cercano trattenerli nello stato di un'umiliante infantilità. Józio si ritrova nel bel mezzo del conflitto tra i due compagni della classe. Sifone, il secchione di turno e il cocco di tutti i professori, difensore degli ideali giovanili, leader dei "fanciulli", propugna l'innocenza come una virtù. Al polo opposto si mette Mientus- nemico dell'innocenza, si oppone con forza ai tentativi di domarlo da parte dell'istituzione scolastica manifestando la sua "maturità" e "virilità" attraverso uso massiccio delle parolacce e una generale volgarità del comportamento. I ragazzi si mettono uno davanti all'altro in una serie dei grotteschi duelli.Basato sulla prima parte dell'omonima dissacrante opera di Witold Gombrowicz, pubblicata in Polonia negli anni Trenta, lo spettacolo si distingue grazie alla incredibile interpretazione dei giovani attori del Teatro Krzywa Scena, che presentano una recitazione di una forte impronte fisica, e muovendosi in una dimensione quasi circense esaltano la comicità puntando sulla massima espressività del corpo, volto e della voce.

 

 

 

•Premio del pubblico: Cyrano – L’Ultimo Capitano della Compagnia Teatrale "I Batocci", regia di Massimo Machiavelli.

 

Spettacolo vincitore già del primo premio al Festival In Corto Teatrale del Centro Culturale Artemia di Roma, Cyrano – L’Ultimo Capitano è una brillante rilettura in Commedia dell'Arte del Cyrano de Bergerac di Edmund Rostand.

Il protagonista, Cyrano, è noto per la sua maestria nella spada e nella poesia. Vittima di una amore non corrisposto per la bella Rossana, si ritroverà ad aiutare il suo amico Cristiano a corteggiare la donna. Cristiano, bello ma incapace di poetare, conquisterà il cuore di Rossana, grazie alle parole di Cyrano. Un ulteriore intreccio nella storia è dato però dal perfido generale De Guiche, che spinto da altrettanta brama per Rossana cercherà in tutti i modi di eliminare entrambi. Per fortuna ci saranno i servitori dei due amici, Cacio e Pepe, ad aiutarli sempre.

 

 

 

 

Teatro Ebasko a.p.s.

 

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